Cose da fare e da vedere

2000 anni di storia e natura

Nel Lazio antico la natura era abitata da geni, gli dei, che rendevano sacro uno spazio. Di quel tempo mitologico è rimasta nella Valle del Turano una natura selvaggia che ricopre monti ripidi e antiche città scomparse.

Castello di Rocca Sinibalda

A un’ora da Roma, a picco sulla valle del Turano, il Castello di Rocca Sinibalda è uno dei più affascinanti e misteriosi castelli italiani. Monumento nazionale dal 1928, risale all’anno Mille. Nel Rinascimento il grande architetto senese Baldassarre Peruzzi gli dà la forma attuale: una potente fortezza militare e un luminoso palazzo nobiliare. Dopo un lungo restauro il Castello è stato riaperto. Le sale, le corti, i sotterranei e i giardini possono essere visitati tutto l’anno. Le sue caratteristiche singolari lo rendono un luogo perfetto per eventi di grande originalità, per esperienze di creatività, e per una ospitalità all’insegna della sorpresa e della meraviglia. www.castelloroccasinibalda.it/

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natura

La prima cosa che noterete arrivando nella valle del Turano è, ovviamente, il Turano. Un tempo era un fiume che prendeva origine nell’area di Carsoli per sfociare nel Velino vicino alla città di Rieti, ma nel 1939 fu inaugurata la diga di Posticciola, che trasforma gran parte del Turano in un lago. Questo lago, con quello del Salto, l’acquedotto del Peschiera, che fornisce gran parte di Roma, e le Cascate delle Marmore, costituiscono il sistema di bonifica della Piana Reatina.

Vi consigliamo di osservare il lago dai tanti belvederi che si aprono nelle colline e montagne intorno ad esso. Così potrete rendervi conto della sua forma sinuosa e del suo colore turchese. Uno dei migliori angoli è la vecchia fortezza diruta di Mirandella, sopra al borgo di Ascrea, sul monte Navegna. Benchè circondata da montagne, nella valle due spiccano su tutte le altre. Si tratta dei MONTI CERVIA (1436m) e NAVEGNA (1508m). Tra i due si estendono le profonde e spettacolari gole dell’Obito. Oltre il 70% dell’area della Riserva Naturale dei Monti Cervia e Navegna (3600 ettari) è costituita da boschi di latifoglie, tra cui i castagneti, piantati qui dai romani per servire da rifocillamento per le truppe che percorrevano la Salaria, la Trebulana e la Cecilia. Infatti la CASTAGNA, una specialità della zona, forse non è originaria dell’Europa, ma dell’Asia Minore. Le sue origini sono incerte, ma si sa che i greci e poi i romani ne diffusero la coltivazione per via delle qualità nutritive e per l’uso del legname.

Alla ricchezza della flora si aggiunge quella faunistica. Questa è area di nidificazione dell’aquila reale, del falco pellegrino e di altre rapaci. Anche i lupi, specie protetta, sono presenti nell’area, così come i cervi. Particolarmente spettacolari sono i riti di accoppiamento di questi ultimi. I monti Cervia e Navegna sono quindi una oasi nella quale viene protetta la FAUNA che un tempo abitava tutta la penisola, ma che l’azione dell’uomo ha confinato nel corso degli ultimi secoli. Queso ruolo lo aveva giàl’area quando, nell’antichità, vi sorgevano i templi, cioè aree vietate all’uomo e dedicate agli dei e alla natura. Le montagne della Valle del Turano sono sacre. Nei tempi remoti degli Equi, e poi con l’Impero Romano, le montagne erano templi, cioè luoghi vietati all’uomo e consacrati ad una divinità. Come nel caso celebre del Monte Olimpo, anche gli Equi credevano che sulle cime delle montagne abitassero i loro dei. Alcuni nomi ancora oggi fanno pensare a questo, come Colle Giove o Monte Cervia. Almeno uno di questi templi è rimasto fino ai nostri tempi. Era probabilmente dedicato a Giove e poi nel medioevo divenne un Monastero benedettino dedicato a San Giovanni. In età antica il tempio consisteva in un grande basamento di pietra bianca sopra al quale venivano realizzati i rituali. Di fronte all’area si trovano due pozzi nei quali venivano gettati ex-voto.

Al monastero si arriva con una passeggiata che sale in cima al MONTE SAN GIOVANNI IN FISTOLA in circa mezz’ora. Ancora oggi nel territorio vi è la cultura della preservazione dell’ambiente, in un certo senso, anche oggi la montagna e il bosco sono sacri. Questo è possibile anche perché chi abita questi posti sa vivere insieme alla natura e ricavarne il necessario per la gastronomia e lo svago. Anche se il lago è la prima cosa che si nota, la valle è anche una lunga strada che porta dalla sorgente al punto in cui sfocia in un altro corso d’acqua, il Velino, alle porte di Rieti. In effetti è possibile percorrere tutta la valle, dalla stazione dei treni di Carsoli, fino a quella di Rieti, sia a piedi che a cavallo o in bicicletta.

A piedi si può raggiungere Rieti da Carsoli in appena due o tre giorni percorrendo circa 50 chilometri. D’altro canto, la Valle ospita parte del CAMMINO DI SAN BENEDETTO, da Rieti fino ad Orvinio, per poi proseguire verso Subiaco. Lungo gli 80 km di SENTIERI della Riserva dei monti Cervia e Navegna, potrete attraversare molti boschi di castagni e faggi, entrerete nei fossi di Riancoli e dell’Obito, dove la leggenda racconta che furono decimati i saraceni che avevano invaso il territorio e distrutto l’abbazia di San Salvatore Maggiore, potrete incontrare diverse specie animali e visitare gli antichi mulini di Nespolo e Paganico. Lungo i sentieri attraverserete i tremila anni di storia nascosti nelle pietre ciclopiche, nei santuari pagani, nei castelli, le abbazie ed i borghi. Il LAGO DEL TURANO ospita diversi SPORT NAUTICI, dalla navigazione in barca a vela fino allo skyboard. Il lago è anche meta di pesca sportiva, potrete noleggiare tutto il necessario sul posto. Al centro del lago si trova un promontorio sopra al quale si trova il vecchio CASTELLO DI ANTUNI. All’interno del castello troverete il museo interattivo della natura a cura della Riserva Naturale del Monti Cervia e Navegna.

avventura

Il CANYIONING (o torrentismo) è un’attività escursionistica che si svolge all’interno di gole, forre e torrenti spesso incassati. La progressione si effettua a piedi e di solito il materiale tecnico consiste in una muta da sub, casco da alpinismo e imbrago.

Le differenti tipologie di progressione – a seconda del percorso – possono prevedere piccoli tuffi, discese in corda e scivoli, rendendo l’attività divertente e unica nel suo genere. La particolarità del canyoning è che si entra in contatto e si visitano ambienti che non si possono visitare in altro modo. Ci sono diversi livelli di difficoltà anche all’interno dello stesso canyon.

La difficoltà varia, infatti, in base al livello dell’acqua e di come viene attrezzato il percorso. Il percorso di Riancoli è dedicato non solo ai principianti assoluti ma anche a tutti coloro che hanno già provato il canyoning e vogliono ripetere l’esperienza in un ambiente suggestivo a due passi da Roma. Nella gola di Riancoli, tra il Monte Cervia e il Monte San Giovanni in, è possibile praticare questo sport di avventura.